WHY KOREA?

CAPACITÀ DI SVILUPPO ECONOMICO CONTINUO, PROGRESSIVO E COSTANTE
ipf_businessconsulting

La success story Sudcoreana e’ un caso unico nel mondo.

Il Paese e’ passato, nel corso di pochi decenni, dal sottosviluppo alla condizione di undicesima economia mondiale, quarta dall’Asia dopo i giganti Cina e India e con una florida economia paragonabile al Giappone.

I 50 milioni di abitanti hanno raggiunto un reddito pro capite di 31.750 dollari e un potere d’acquisto superiore alla media UE. La crescita del PIL nonostante la crisi internazionale rimane robusta.

Le industrie Coreane sono state le prime al mondo a riportare i propri bilanci ad una situazione pre-crisi; inoltre l’andamento della produttività industriale rimane molto alto soprattutto se confrontato a quello dell’Eurozona o a quello di Paesi con analoghi livelli di sviluppo socio-economico. La Corea è stata la prima nazione a passare dallo status di destinatario di aiuti allo sviluppo a quello di erogatore.

Con i suoi quasi 50 milioni di abitanti la Corea è diventata un mercato ghiotto per tutte quelle imprese alla ricerca di nuovi mercati. L’economia del paese si basa sui grandi conglomerati quali la SAMSUNG, la LG o la HYUNDAI che da soli producono quasi il 50% del PIL nazionale multinazionali. Ciò è molto interessante per le PMI nostrane che possono proporre soluzioni ad alto valore aggiunto in eventuali servizi di sub fornitura.

 

Rapporti con Imprese Italiane

Negli ultimi anni si è registrata una crescita rapida e costante della proiezione commerciale delle imprese italiane sul mercato coreano. I dati relativi ai primi dieci mesi del 2013 consentono di anticipare un bilancio estremamente positivo per il nostro Paese nell’anno appena trascorso, a consolidamento del trend registrato nel 2011 e nel 2012. Dopo l’aumento del 17% del nostro export nel 2011 (4,37 mld di dollari) e del 10% nel 2012 (4,83 mld di dollari), anno che per l’Italia si è chiuso con un surplus commerciale di ben 1,56 mld di dollari, la tendenza si e’ ulteriormente rafforzata.

Il dato complessivo per il 2013 dovrebbe pertanto mostrare un avanzo record per il nostro Paese: le esportazioni italiane sono cresciute del 10,28% nei primi dieci mesi (toccando i 4,413 mld di dollari), mentre le importazioni dalla Corea sono calate del 7,5%. Nell’export italiano verso la Corea dei primi dieci mesi del 2013, crescono del 6,4% i macchinari, che rappresentano più di un quarto del totale (1,136 mld di dollari), la pelletteria (+9,5%, seconda voce dell’export con 449 mln di dollari), e registrano un vero boom gli oli minerali e combustibili (+110%, ora terza voce con un valore di 277 mln di dollari).

Fanno registrare una buona performance anche i prodotti farmaceutici (+4,6%, per un totale di 222 mln di dollari) e, benché su un ordine di grandezza inferiore, i vini e le bevande (+20,8%, con l’Italia che detiene la terza quota di mercato nel Paese nel settore enologico). Diminuiscono invece gli apparecchi elettrici (-11,7%, 260,8 mln di dollari). Sul fronte dell’import dalla Corea, crescono gli autoveicoli (+4,5%, prima voce con 413 mln di dollari), i prodotti di plastica (+34,8%) e gli apparecchi elettrici (+ 4,9%), mentre calano il ferro, l’acciaio (-7,5%) e soprattutto le imbarcazioni (-70%).

Struttura Produttiva

La struttura produttiva coreana è fortemente orientata al settore manifatturiero, con un settore dei servizi che ha ancora notevoli margini di crescita. Tale struttura trova riflesso in una spiccata proiezione alle esportazioni. Tra le misure economiche preannunciate per il 2014, vi è il sostegno alla domanda interna attraverso lo stimolo agli investimenti privati in cinque settori chiave (settore medico, educazione, turismo, finanza e software), attraverso un programma di semplificazione, deregolamentazione e di incentivi fiscali, anche e soprattutto per imprese straniere.

Al momento è al centro dell’agenda economica dell’Amministrazione pubblica vi è anche la creazione di un business environment favorevole alle imprese straniere, al fine di attrarre maggiori investimenti esteri non solo nell’ambito delle otto zone economiche speciali istituite negli ultimi dieci anni. Tra le misure già adottate, vi è la riforma del “foreign investment promotion act”, volta a facilitare gli investimenti congiunti tra imprese straniere e coreane.

Alti livelli di capacità di innovazione e formazione della forza lavoro

La vitalità dell’economia coreana si manifesta attraverso la capacita’ nel programmare e realizzare forti investimenti nei settori industriali più avanzati (elettronica e tecnologie ICT, semiconduttori, nucleare, energie rinnovabili, robotica, ecc.) a sostegno di grandi imprese multinazionali con vocazione all’esportazione (Samsung, Hyundai, LG, Daewoo, Kia, Posco, etc.).

Un management preparato ed efficiente si avvale di una manodopera con ottima formazione professionale ed altissimi livelli di istruzione, oltre il 40% della forza lavoro e’ in possesso di formazione universitaria. E il sistema dell’istruzione è considerato tra i primi al mondo per efficienza e qualità.

Sistema di infrastrutture tra i più avanzati a livello mondiale

L’efficenza del proprio sistema infrastrutturale integrato, con pochi cofronti a livello mondiale, ha consentito alla Corea di trasformarsi nel piu’ importante hub regionale della regione nord-est pacifica. L’Aeroporto internazionale di Incheon (dal 2005 miglior aeroscalo del pianeta, Airports Council International), il porto di Busan (quinto porto mondiale per traffico container), il sistema ferroviario di alta veocita’, quello autostradale sono solo le piu’ evidenti eccellenze infrastrutturali di un Paese che ha basato le proprie performaces in termini di export anche su tali fondamentali.

Attiva politica di Accordi di Libero Scambio

L’aggressiva strategia di accordi di libero scambio (FTA) posta in essere dalla Corea dal 2005 in avanti (accordi con partners pari al 61% del PIL ed al 46% del commercio mondiale) e` ancora oggi strumentale a nuovi obiettivi di crescita attraverso l’export e facilità per gli importatori. Con L’Europa Unita la Corea h a firmato nel 2010 il FTA per permettere una giusta liberalizzazione dei traffici commerciali in entrata e uscita dalla Corea con l’Europa. Ancora oggi il nostro FTA è considerato dagli analisti di mercato il piu` avanzato trattato commerciale mai concluso da Bruxelles con un Paese terzo.

Corea un paese-ponte per la Cina

Inoltre la Corea è da sempre considerato un paese ponte per la Cina. Per motivi storici-culturali la Corea è considerato un trend –market dai consumatori cinesi , ciò vuol dire che quando un prodotto riscuote successo presso i consumatori coreani presto avrà fortuna anche sul mercato cinese . Quindi una eventuale opportunità di collaborazione con Partner coreani deve essere vista e vissuta anche e soprattutto come una operazione atta a puntare verso Paesi terzi, una sorta di testa di ponte verso mercati meno flessibili e più difficili da conquistare come Cina e Giappone.