La Corea vuole investire in Italia

23
set
La Corea vuole investire in Italia
La Corea vuole investire in Italia
  • Fabio Ippoliti
  • 1109 Views
  • 0 Comment
  • Accordo libero scambio . investimenti . politica italia -corea .

È stato uno “swap” che sicuramente ha provocato grandi soddisfazioni a Seul: settimana scorsa Standard & Poor’s ha promosso la Corea del Sud nel novero dei Paesi con il solido rating di Doppia A, proprio il giorno prima di toglierlo al Giappone. Il debito sovrano di Seul è passato da A+ a AA- e quello di Tokyo ha fatto il percorso inverso. L’agenzia americana, mentre ha espresso dubbi sull’Abenomics, ha evidenziato che la Corea del Sud «continuerà a mantenere performance di crescita economica superiori a quelle delle economie più avanzate nei prossimi 3-5 anni», rilevando anche il calo dell’indebitamento a breve e di quello del settore bancario. La mossa di S&P’s – che segue quelle analoga delle altre due maggiori agenzie di rating – simbolicamente può esser considerata una vera promozione del Paese tra le economie avanzate: effettuata poco prima di cruciali decisioni da parte della Federal Reserve, rende difficile agli investitori internazionali continuare a considerare Seul tra le economie emergenti, da cui magare sottrarre capitali in caso di rialzo dei tassi Usa o comunque di instabilità finanziaria. Nel maggio di vent’anni fa S&P’s aveva alzato a AA- il rating sudcoreano, ma a dicembre 1997 (durante la crisi asiatica) l’aveva fatto precipitare di 10 livelli a BBB+, riportandolo solo 5 anni dopo nella fascia A. Ora Seul sta tra gli 8 Paesi del G20 con un rating di doppia A o superiore, unico in Asia Orientale ad averlo da tutte e tre le maggiori agenzie.

L’upgrading sulla Corea coincide con i segnali di recupero dell’economia italiana e conferisce una tempistica appropriata all’evento “Italy M&A Deal Sourcing Plaza” che oggi a Seul farà soprattutto il punto sulle opportunità di investimento offerte dal nostro Paese. Organizzato da Kotra e Ministero del Commercio – e da Ambasciata e Ice da parte italiana – vedrà la partecipazione di 150 potenziali investitori locali e 15 società o advisor dall’Europa. Sarà aperto da un intervento del nuovo ambasciatore Marco della Seta, che probabilmente eviterà di fare i complimenti per il nuovo rating al fine di non suscitare implicitamente paragoni per noi deprimenti (S&P’s ci ha declassati a dicembre a BBB-). Citerà piuttosto le riforme in corso per rendere l’Italia più attraente come destinazione di investimenti e sottolineerà il comune obiettivo dei due governi – rilevato già nel vertice di un anno fa tra il premier Renzi e la Presidente Park a Roma e confermato in altri due recenti convegni, tenuti in marzo a Milano e in giugno a Seul – di rimediare all’anomalia per cui al forte interscambio commerciale non corrisponda ancora un livello adeguato di investimenti diretti reciproci.

«I coreani stanno prendendo nota del recente incremento degli investimenti diretti in Italia dall’Asia orientale e a questo punto forse temono di perdere un treno. I settori di loro maggiore interesse appaiono moda e lusso, automotive, alimentare e anche farmaceutica», afferma l’avvocato Stefano Micheli, socio responsabile per l’East Asia dello studio BonelliErede, il più attivo in Corea (dove l’avvocato Riccardo Bordi è stato distaccato presso lo studio Kim & Chang). Negli ultimi tempi gli Fdi sono piovuti per lo più da parte cinese, a tutto campo, ma anche dal versante giapponese (da ultimo con grandi acquisti da parte di Hitachi e Mitsubishi Electric). Se il gruppo coreano E-Land aveva acquisito in successione negli anni scorsi Belfe, Mandarina Duck e Coccinelle – mentre l’anno scorso Dtr ha rilevato CF gomma e SeHa ha conquistato Inox Tech – , Doosan aveva mancato l’operazione Ansaldo Energia (dove hanno prevalso i cinesi). Micheli terrà la relazione sul mercato dell’M&A in Italia e la strutturazione legale delle operazioni di investimento, in cui hanno cominciato ad affacciarsi gli investitori istituzionali a lungo termine: a fine luglio il National Pension Service coreano (terzo fondo pensionistico del mondo) ha puntato sulle infrastrutture italiane versando 120 milioni di euro in F2i. Il recente completamento del processo di ratifica da parte italiana dell’accordo di libero scambio Ue-Seul, che negli ultimi anni ha già dato vari frutti, favorirà ulteriormente l’interscambio. Nuove aziende italiane, intanto, si affacciano sul mercato coreano. Dopo l’arrivo di Peck, Eataly è sbarcata di recente a Seul, nel nuovo Hyundai Department Store. E alcuni giorni fa Canali ha inaugurato la propria presenza in un Paese di cui Standard & Poor’s ha evidenziato le prospettive di ulteriore aumento del reddito pro-capite. Da segnalare, infine, che ci sarà un Padiglione Italia (ospite d’onore) alla Seul International Book Fair, mentre al Busan International Film Festival saranno presentati otto film italiani, con un seminario e una Italian Night il 4 ottobre.

 

Tratto dal Sole 24Ore  del 22/09/15

Scritto da : Stefano Carrer