Accordo di libero scambio UE-Corea del Sud Cosa è ? come funziona?

22
mag
Accordo di libero scambio UE -Corea Del Sud : Cosa è ? Come funziona?
Accordo di libero scambio UE -Corea Del Sud : Cosa è ? Come funziona?
  • Fabio Ippoliti
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Il primo luglio 2011 entrò in vigore l’Accordo di libero scambio (FTA – Free Trade Agreement) tra Unione Europea e Corea del Sud.  Si tratta del primo accordo commerciale siglato dalla Comunità europea con un paese asiatico: un accordo – come è stato definito dalla Commissione Europea – “senza precedenti”, sia per la portata che per le tempistiche previste per la liberalizzazione tariffaria.

ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO UE – COREA: COME FUNZIONA

In base all’accordo di libero scambio tra UE e Corea del Sud, le merci di origine preferenziale comunitaria possono godere di un’esenzione del dazio all’importazione. I dazi doganali sono dello 0% per il 93%-94% dei prodotti scambiati dall’UE già dal 2011  di applicazione dell’accordo. Entro il 2016 , inoltre, lo stesso dato arriverà addirittura al 98,7%.
Per poter accedere alle semplificazioni previste dall’Accordo l’Azienda italiana ha due possibilità per certificare l’origine preferenziale della propria merce :
1) Per spedizioni inferiori ai 6.000 euro è sufficiente una dichiarazione su fattura, che può essere predisposta da ogni azienda esportatrice, che rispetti il testo previsto dall’accordo.

2) Per spedizioni con importo superiore ai 6.000 euro è necessario ottenere lo status di “esportatore autorizzato” da esporre su ogni dichiarazione quali fatture, bolle di consegna o qualsiasi altro documento commerciale che descriva i prodotti in questione in maniera sufficientemente dettagliata da garantirne l’identificazione.
Naturalmente, anche senza questa specifica autorizzazione, è possibile esportare in Corea del Sud, ma l’importatore non può beneficiare di alcuna riduzione sui tributi. È dunque facile immaginare che un’azienda coreana preferisca acquistare da un’azienda europea che gli consente di ottenere uno “sconto” sul dazio, piuttosto che da una che lo mette nella condizione di pagare “dazio pieno”.

ESPORTATORE AUTORIZZATO: ISTRUZIONI PER L’USO

Per ottenere lo status di “esportatore autorizzato” è necessario presentare un’apposita istanza presso l’Ufficio delle Dogane competente territorialmente. Cosa molto importante e’ che lo status di “esportatore autorizzato”, nell’ambito dell’Accordo, viene concesso anche agli “esportatori occasionali”, quest’ultimo punto chiaramente diventa fondamentale per le piccole e piccolissime aziende con una esperienza di export limitata.

Una volta depositata la richiesta di autorizzazione, la Dogana locale verificherà la padronanza e il rispetto delle regole di origine preferenziale, attraverso controlli riguardanti l’iter produttivo effettuati direttamente in azienda. Nel caso in cui si verifichino i presupposti, la Dogana dovrà rilasciare l’autorizzazione entrpo 60 giorni, quindi le tempestiche per ottenere tale status sono particolarmente veloci. La Dogana quindi rilascerà un numero che dovrà essere indicato in ogni dichiarazione di origine preferenziale posta sulle fatture di esportazione verso la Corea del Sud.

Dopo l’Accordo si è notato come in questi primi tre anni  l’Unione Europea ha tratto beneficio soprattutto nel settore dei macchinari, chimico-farmaceutico, agricoli e alimentari, specialmente per quanto riguarda la carne suina, i formaggi e il vino. Settori dove storicamente le aziende italiane fanno la parte del leone in Europa.
La Corea del Sud, da parte sua, ha trovato  maggiore facilità ad esportare nei Paesi della Comunità Europea auto, navi ed elettronica.

ESPORTATORE AUTORIZZATO: NON SOLTANTO COREA DEL SUD!

Con l’evolversi della normativa comunitaria, è prevedibile che lo status di esportatore autorizzato andrà via via sostituendo i certificati di circolazione EUR.1, sia per i Paesi beneficiari delle preferenze generalizzate, sia per gli altri che hanno stipulato accordi di associazione con la Comunità Europea. Ad esempio proprio in questi giorni è allo studio un Accorod commerciale tra U ee Australia molto simil ea quello già firmato nel 2011 con la Corea . Un’azienda che ha ottenuto lo status di “esportatore autorizzato” può dunque beneficiare fin d’ora dei vantaggi connessi a questa condizione, offrendo un servizio più competitivo sul mercato e maggiormente attraente per i propri clienti extra UE.

La IPF BUSINESS CONSULTING , assiste le aziende per ottenere lo status di “esportatore autorizzato”. Dopo un attento studio dell’operatività societaria e nel caso con interventi formativi, predisponiamo la documentazione necessaria, compiliamo l’istanza e accompagniamo la tua azienda passo dopo passo, fino all’ottenimento dell’autorizzazione. Cogli al volo questa occasione! Scrivi a info@ipfbusinessconsulting.com diventa con noi “esportatore autorizzato”.